31/01/2018

Sindaci della Granda allarmati dall’incombere del nuovo Piano

“È in atto un’accelerazione ingiustificata dell’iter di approvazione del documento”

Confindustria Cuneo torna a dar voce ai sindaci dei Comuni che, già all’indomani della sua approvazione, avevano espresso le loro perplessità sui contenuti e sull’impostazione del Piano d’Ambito 2018-2047 presentato dall’ATO 4 Cuneese. Questa volta, a mettere in allarme numerosi primi cittadini della provincia di Cuneo è la fretta con la quale si vuole procedere all’approvazione definitiva del Piano, per il fondato timore che non vengano prese in debita considerazione le tante osservazioni presentate. “Non c’è ragione di accelerare l’iter, – sottolineano i sindaci dei Comuni ‘dissenzienti’ – il Piano vigente è di fatto valido fino al 2026 e ha finora sempre garantito la continuità e la qualità del servizio idrico”.

Le perplessità dei primi cittadini sono state fatte proprie da Confindustria Cuneo che già nei giorni scorsi aveva sollecitato l’ATO 4 Cuneese a tener conto opportunamente delle 44 osservazioni giunte dal territorio e, in particolare, del documento commissionato dalla stessa Associazione alla Fondazione AquaLAB, centro di ricerca applicata e di formazione multidisciplinare sulle risorse e i servizi idrici tra i più autorevoli in Italia.

Una posizione ampiamente condivisa da molti sindaci della Granda che, in rappresentanza dei tanti Comuni dissenzienti – 87 su 250, più di uno su tre a livello provinciale -, evidenziano alcuni dei rischi che potrebbero derivare da un’accelerazione ingiustificata dell’iter di approvazione di un documento così importante.

Il sindaco di Treiso, Lorenzo Meinardi, sottolinea l’insussistenza del paventato rischio di commissariamento dell’Ato Cn 4: “Questa possibilità è inesistente poiché fino all’approvazione del nuovo Piano rimarrà in vigore quello attuale, valido fino al 2026”. Il primo cittadino di Priocca, Marco Perosino precisa: “La questione dell’approvazione del Piano d’Ambito va distinta dalla definizione del modello gestionale che porterà alla scelta del futuro gestore”, mentre Roberto Bodrito, sindaco di Cortemilia e presidente dell’Unione Comuni Alta Langa, ha il timore che “la fretta e l’accentramento dell’iter decisionale possano non garantire più la capillarità e l’efficienza del servizio finora erogato”. Ancora, secondo i sindaci di Albaretto della Torre, Ivan Borgna, e di Novello, Roberto Passone, presidente dell’Unione Comuni colline di Langa e Barolo, “Il piano trentennale di 700 milioni previsti per la manutenzione e gli investimenti è insufficiente a coprire le esigenze di tutto il territorio e alla fine la coperta sarà troppo corta per qualcuno”. A tirare le somme è il sindaco di Canale e rappresentante dell’Area Omogenea del Roero, Enrico Faccenda: “Un territorio come il nostro, con le sue tante sfaccettature, esigenze e peculiarità, merita risorse e attenzione adeguate. ciò significa che la condivisione del nuovo Piano e delle relative osservazioni deve essere massima, a 360 gradi, e non può avvenire mediante passaggi sommari e sbrigativi”.

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