2/03/2019

Oggi 90 pellegrini Ail di Cuneo hanno incontrato Papa Francesco a Roma

L’udienza con il Santo Padre si è svolta in occasione del 50° dell’Ail nazionale

C’erano anche 90 pellegrini dell’Ail Sezione di Cuneo “Paolo Rubino” questa mattina – sabato 2 marzo, ndr – in Aula Paolo VI in Città del Vaticano per l’udienza con il Santo Padre in occasione del cinquantenario dalla fondazione dell’Ail nazionale. Guidati dal presidente provinciale Elsa Morra e accompagnati dai coniugi Elda e Piero Rubino, cofondatori della sezione cuneese dell’associazione, la folta delegazione cuneese, composta da 5 pazienti che si stanno ancora curando, 15 ex pazienti (compresa la presidente) più o meno lontani dal percorso di cura, 52 volontari oltre a parenti e accompagnatori vari,  è arrivata a Roma viaggiando su due pullman. Ma per i volontari Ail della provincia di Cuneo, che in tutto superano quota 500, l’incontro con Papa Francesco ha avuto un duplice significato, in quanto nel 2019 l’Ail Sezione di Cuneo “Paolo Rubino” festeggia i suoi primi 20 anni di attività, per i quali sta allestendo un ricco programma di iniziative che si svolgerà nel corso di tutto l’anno.

“Questo è un anno speciale per l’Ail, a Cuneo come nel resto d’Italia – spiega il presidente dell’Ail Sezione di Cuneo “Paolo Rubino”,Elsa Morra-. Se a livello nazionale l’associazione taglia il traguardo del mezzo secolo di attività, a livello locale la nostra sezione compie i suoi primi 20 anni vita. Due cifre tonde che raccontano tanta strada già percorsa ma allo stesso tempo sono benzina per quella ancora da fare verso la sconfitta delle malattie del sangue. Due anniversari che sono un’occasione preziosa per ringraziare le migliaia di sostenitori che in questi anni, in tanti modi, si sono spesi per gli altri e per sensibilizzare quanta più gente possibile su una causa che vale la vita di molte persone. Insieme siamo diventati grandi, sostenendo la ricerca e affiancando malati e famigliari; solo insieme possiamo crescere ancora!”

Nel corso dell’udienza il Pontefice ha dato il suo sostegno e ha espresso la sua vicinanza a tutti i malati ematologici, salutando i volontari delle 81 sezioni provinciali, pazienti e familiari, medici e ricercatori, arrivati da tutta Italia che ogni giorno danno valore all’opera dell’Ail, rendendo possibile la sua missione: migliorare la qualità di vita dei pazienti, sostenere la ricerca scientifica e sensibilizzare l’opinione pubblica al tema della lotta ai tumori del sangue.

“Ringrazio sentitamente Sua Santità per averci concesso l’onore di incontrare la nostra Associazione in occasione di questa, per noi, importantissima ricorrenza. Questi primi 50 anni di storia della nostra organizzazione sono costellati di importanti successi – ha ricordato Sergio Amadori, presidente nazionale Ail – abbiamo contribuito allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ematologico; abbiamo moltiplicato i servizi offerti ai pazienti; abbiamo incrementato le interazioni con i centri ematologici e abbiamo visto crescere il numero dei nostri volontari, per noi patrimonio irrinunciabile. È stato un percorso non sempre semplice ma grazie al confronto continuo col territorio e le istituzioni, siamo diventati un punto di riferimento nel nostro Paese. L’Ail è un’Associazione con un passato importante e che guarda al futuro con fiducia”.

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