Written by Confindustria Imperia

Le imprese del settore lusso trainano la forte propensione all’export della provincia di Imperia

Le due indagini di Confindustria e Cribis evidenziano tra i mercati in crescita quello del Regno Unito

Un momento del convegno organizzato da Confindustria Imperia su export e mercati globali

Con 263 aziende che esportano, di cui 77 con un valore superiore al 50% del loro fatturato, la provincia di Imperia evidenzia una forte vocazione all’export, caratteristica ancora più marcata tra le imprese del settore lusso, che hanno nel Regno Unito uno dei principali mercati di sbocco e di crescita. Questo è quanto emerge, in estrema sintesi, dall’indagine campionaria su 19 aziende del segmento luxury rappresentative del Ponente Ligure condotta da Confindustria Imperia e dalla ricerca specifica sull’export realizzata da Cribis per Confindustria Imperia, presentate oggi pomeriggio – giovedì 7 maggio 2026 – al Royal Hotel di Sanremo nell’ambito dell’evento “Export e mercati globali. Imprese imperiesi nel mondo: dati, export e opportunità internazionali. Scenari, strategie e prospettive di crescita tra territorio e mercati globali”.

“I dati raccolti e rielaborati da Cribis dimostrano che l’export italiano è in forte crescita, che esportare all’estero può aumentare il flusso di cassa, che serve essere grandi aziende per esportare con successo e che le aziende che esportano sono mediamente più sane – commenta Luciano Tesorini, presidente di Confindustria Imperia -. Nello specifico, per quanto riguarda il settore luxury, l’indagine realizzata da Elena Sparago conferma come il lusso nel Ponente Ligure è già presente in modo diffuso e che la vera sfida è coordinarlo, valorizzarlo e renderlo riconoscibile a livello internazionale. Il futuro del lusso sarà sempre più orientato verso esperienze personalizzate, autentiche e sostenibili, con standard qualitativi elevatissimi e una crescente attenzione alla dimensione relazionale ed emotiva del viaggio. I suggerimenti arrivati dagli operatori, infatti, convergono verso un approccio integrato: occorre fare rete, favorire maggiori sinergie tra imprese, costruire un’identità comune, migliorare accessibilità e servizi, investire sulle persone e rafforzare la presenza del comparto sia a livello territoriale sia sui mercati internazionali”.

“Londra è una città con 9 milioni di abitanti ma che in realtà sono costantemente 12 con i turisti – aggiunge il Presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra, Roberto Costa, intervenuto con Patrick Novembre, che ha fatto un focus sugli aspetti legali e fiscali dell’export verso UK -. Il Regno Unito è una grande opportunità per l’export, ma non si può improvvisare, bisogna avere metodo, prepararsi prima di cominciare per poterlo fare con continuità, in quanto Brexit e Covid hanno trasformato fortemente il Paese facendone un mercato complesso. L’Italia è stabilmente tra i Paesi che commerciano di più con il Regno Unito e Londra resta al centro del mondo, è l’hub ideale per cominciare un percorso perché riesce ad erogare un servizio verticale che parte dall’esigenza dell’azienda. Il segreto per esportare con successo nel Regno Unito è capire come adattarsi ma senza perdere la propria identità”.

Il settore Lusso in provincia di Imperia. Dati, visione e prospettive per il territorio
L’indagine di Confindustria Imperia è stata effettuata su un campione composto da 19 imprese del settore lusso rappresentative del territorio diverse per dimensione e attività, con un fatturato complessivo superiore ai 200 milioni di euro e un volano occupazionale di 1.000 dipendenti. L’elaborazione dei dati raccolti evidenzia una forte presenza di aziende consolidate sul territorio: l’84% del campione opera da oltre 10 anni in provincia di Imperia, evidenziando una struttura solida, caratterizzata da esperienza e radicamento locale. Il target della clientela è per 52% internazionale, rivolto soprattutto alla tipologia business (44%) e ad una fascia di età media compresa tra i 40 e i 60 anni (63%). Nel complesso emerge un settore fortemente orientato all’export, focalizzato sui mercati maturi (Usa, Germania, Austria, Svizzera, Nord Europa) e di prossimità (Costa Azzurra), ma anche attenta alle opportunità che può cogliere in mercati emergenti (India, Sud-Est Asiatico e Medio Oriente). I primi quattro Paesi verso cui è rivolto l’export del campione sono Francia, Usa, Europa e Regno Unito.

L’export in Liguria e in provincia di Imperia
I dati della ricerca di Cribis dimostrano che in Liguria su 139.089 aziende sono 1.816 quelle che esportano (di cui 388 con un valore dell’export superiore al 50% del loro fatturato), distribuite 1.082 in provincia di Genova, 263 a Imperia, 258 a Savona e 213 a La Spezia. Il valore complessivo dell’export ligure nel 2025 è stato di 9,4 miliardi di euro (+10% sul 2024), mentre i Paesi principali verso cui è stato diretto sono stati Usa, Francia, Germania, Indonesia, Spagna e Regno Unito (rielaborazione dati Istat). In provincia di Imperia, nello specifico, su 22.101 aziende sono 263 quelle che esportano, di cui 77 con un valore dell’export superiore al 50% del loro fatturato. Il 70% delle aziende esportatrici è indipendente, il 30% appartiene ad un gruppo e solo l’1% ha una capogruppo straniera. L’export verso il Regno Unito nel 2025 ha superato i 20 miliardi di euro, quasi il doppio del 2024 (10,8 miliardi) e quasi il quadruplo rispetto al 2023 (5,5 miliardi). Nel 2025 il 60,5% dei pagamenti da parte dei clienti del Regno Unito verso le imprese del Ponente Ligure sono stati effettuati alla scadenza: una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti, mentre sono in diminuzione i pagamenti fino a 90 giorni (37,1%) e oltre i 90 giorni (2,4%). Una situazione, quella dell’export verso il Regno Unito, migliore di quella italiana, dove i tempi di pagamento sono per il 52,5% fino a 90 giorni, per il 4,1% oltre 90 giorni e solo per il 43,4% alla scadenza.

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