Il progetto “Raccontare per Includere” del Banco Azzoaglio ha ricevuto ieri mattina, giovedì 18 giugno 2026, a Roma una Menzione Speciale nell’ambito della prima edizione del Premio ABI “Diversità e Inclusione”. Il riconoscimento è stato assegnato perché l’iniziativa si distingue per la concretezza, l’innovatività e il suo valore sociale, rappresentando una best practice negli interventi di inclusione e reinserimento sociale sviluppati nelle comunità terapeutiche e nei contesti detentivi. Il progetto utilizza la cultura non come semplice strumento reputazionale, ma come autentico dispositivo di inclusione sociale. La premiazione si è svolta presso il Centro Congressi Roma Eventi in Piazza di Spagna, in occasione dell’evento D&I in Finance 2026, appuntamento annuale promosso da ABI e organizzato da ABIServizi che quest’anno aveva come titolo “Includere per crescere”, un’importante occasione di confronto sui temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della valorizzazione delle differenze come fattori di innovazione, crescita e sviluppo sostenibile.
“Ricevere questa Menzione Speciale da ABI rappresenta per il Banco Azzoaglio un riconoscimento di grande valore, che conferma come una banca del territorio possa contribuire concretamente alla costruzione di una società più inclusiva. ‘Raccontare per Includere’ è un progetto che abbiamo fortemente sostenuto perché mette al centro la persona, creando occasioni di ascolto, relazione e partecipazione attraverso la cultura. Crediamo che il ruolo di un istituto di credito non si esaurisca nei servizi finanziari, ma si esprima anche nella capacità di generare valore sociale, promuovendo reti tra istituzioni, enti del territorio e comunità. Questo premio ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore convinzione su questa strada”, dichiara Erica Azzoaglio, Presidente del Banco Azzoaglio e Vicepresidente della Fondazione Azzoaglio ETS.
“Il progetto è nato con l’obiettivo di promuovere una comunicazione inclusiva capace di restituire voce e riconoscimento a persone che vivono situazioni di fragilità, rafforzandone la consapevolezza identitaria e relazionale – spiega Elena Ramondetti, Direttrice della Fondazione Azzoaglio e responsabile del progetto “Raccontare per Includere” -. Dal punto di vista pedagogico, questi percorsi favoriscono processi di apprendimento trasformativo, lo sviluppo delle competenze relazionali e la ricostruzione della propria storia personale. L’arteterapia, attraverso i linguaggi espressivi, offre uno spazio protetto di simbolizzazione ed elaborazione emotiva, consentendo alle persone di dare forma e significato a esperienze che spesso non trovano parole. I risultati raggiunti dimostrano come l’incontro tra cultura, educazione e territorio possa generare percorsi concreti di inclusione, attraverso laboratori espressivi, pubblicazioni editoriali, il coinvolgimento di professionisti multidisciplinari e la costruzione di reti tra istituzioni e comunità. Come Fondazione vogliamo continuare a investire in questa direzione, ampliando il progetto e costruendo nuove collaborazioni con imprese, cooperative sociali, associazioni, fondazioni ed enti del territorio che condividano la volontà di trasformare la responsabilità sociale in esperienze concrete, capaci di generare valore per le persone e per le comunità”.
“Raccontare per includere” nasce nel 2022 con l’obiettivo di promuovere una comunicazione inclusiva attraverso la cultura e i linguaggi espressivi come pratiche educative e artistiche, strumenti di relazione, riconoscimento e dialogo tra l’istituzione bancaria e le comunità attraversate da fragilità sociali. In questi anni sono stati attivati laboratori di scrittura e poesia all’interno di comunità di recupero dalle tossicodipendenze, in particolare presso Cascina Piana (SV) e Cascina Martello (CN). I percorsi hanno favorito l’emersione delle storie personali e la costruzione di narrazioni identitarie, dando vita a pubblicazioni editoriali che raccolgono i racconti scritti dagli utenti. Presso Cascina Piana, in particolare, è nato un progetto editoriale dedicato al tema del tempo sospeso nei percorsi di recupero, che ha combinato fotografie della loro quotidianità con poesie scritte durante i laboratori, trasformando l’esperienza educativa in un prodotto culturale. Negli anni successivi il progetto si è progressivamente ampliato coinvolgendo nuovi contesti di fragilità sociale e sviluppando ulteriori percorsi educativi, artistici ed editoriali finalizzati a promuovere inclusione, partecipazione e dialogo con il territorio.
























































