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A Cuneo in mostra quattro grandi installazioni sulla luce di Balla, Fontana, Eliasson e Leotta

Sabato 24 ottobre nel Complesso Monumentale di San Francesco apre al pubblico “E luce fu”, evento espositivo nato dalla collaborazione tra Fondazione CRC e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Eliasson, The sun has no money

Olafur Eliasson, The sun has no money (Il sole non ha soldi), 2008

Sabato 24 ottobre alle ore 10,30 apre al pubblico la mostra “E luce fu. Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta”, che prevede l’esposizione di quattro installazioni in cui è protagonista la luce. L’evento è a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, rispettivamente direttore e capo curatore delle collezioni del Castello di Rivoli, con la consulenza curatoriale di Marianna Vecellio per il progetto di Renato Leotta. L’esposizione prosegue la collaborazione tra la Fondazione CRC e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, avviata lo scorso anno e che in questa stagione si è già concretizzata nella mostra “William Kentridge, Respirare”, allestita ad Alba. La partnership nasce per promuovere nel territorio cuneese la conoscenza dei lavori artistici del Museo. La mostra sarà accompagnata da un catalogo. L’esposizione, a ingresso gratuito, resterà aperta al pubblico fino a domenica 14 febbraio, dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30, la domenica dalle 10.30 alle 18.30. Nella giornata di sabato 24 ottobre sono previste visite inaugurali per gruppi di massimo venti persone alle ore 10.30, 11.30, 15.30 e 16.30: prenotazioni su www.fondazionecrc.it. Per maggiori informazioni è possibile telefonare allo 0171/452711. L’iniziativa è realizzata anche grazie al contributo di Gruppo Egea, Agenzia Generali Cuneo di Aurelio Cavallo-Claudio Parola-Luigi Lavigna, Merlo e UBI Banca. 

“E luce fu” presenta al pubblico quattro importanti opere incentrate sulla luce: in mostra lavori di due degli artisti italiani contemporanei più noti al mondo, Giacomo Balla e Lucio Fontana, di un importante autore internazionale, Olafur Eliasson, e di un emergente torinese, Renato Leotta. 

Proponendo un percorso immersivo e sensoriale, nel quale la luce produce effetti dinamici negli interni della ex chiesa di San Francesco completamente avvolti nel buio, le opere sono installate in relazione con gli spazi dell’edificio. Nel cuore della navata centrale della chiesa è posizionata “Feu d’artifice” (Fuoco d’artificio), storica e monumentale opera realizzata da Giacomo Balla nel 1917, durante gli anni di adesione al Futurismo, e qui presentata nella ricostruzione di Elio Marchegiani per una mostra al Castello di Rivoli del 1997. In corrispondenza dell’ingresso principale è allestita la struttura in legno, tela, colori fosforescenti e luce di “Wood” che compone l’“Ambiente Spaziale” di Lucio Fontana, opera del 1967 poi distrutta e ricostruita nel 1981. Nello spazio absidale dell’ex chiesa di San Francesco è esposta “The sun has no money” del danese Eliasson, installazione del 2008 composta da anelli concentrici in materiale acrilico che creano giochi di luci e ombre grazie a due proiettori. Il percorso espositivo si conclude con “Sole”, lavoro recentissimo di Renato Leotta e realizzato con vecchi fari di automobili dismesse e che si snoda attraverso l’intero ambiente della chiesa.

“Grazie alla collaborazione con il Castello di Rivoli, la Fondazione CRC propone un nuovo appuntamento artistico di altissimo livello: un evento di vera divulgazione culturale che porta a Cuneo opere non solo di artisti conosciuti in tutto il mondo, come Giacomo Balla e Lucio Fontana, ma anche di firme meno note al grande pubblico e di grande interesse, come Eliasson e Leotta – commenta il presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta – Il tema della luce, al centro anche di una nuova mostra che inaugureremo a fine novembre, è particolarmente significativo per il periodo storico che stiamo vivendo ed emergerà in maniera potente grazie all’allestimento studiato appositamente per l’ex chiesa di San Francesco”.

Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, afferma “Nella cultura occidentale, la luce è da sempre simbolo di chiarezza e pura conoscenza, di quella suprema finezza del pensiero a cui ogni seguace di Platone dovrebbe aspirare. Ma qualcosa di irrazionale e libero si ritrova nell’esperienza dell’abbaglio vissuto invece durante l’estasi, parte anch’essa della nostra cultura e descritta minuziosamente da Dante nell’ultimo canto del Paradiso e successivamente anche da alcune sante, come Teresa d’Avila (1515-1582) nei suoi diari. Oggi, la luce dello schermo dei nostri cellulari e computer ci abbaglia in senso lontano sia dalla chiarezza del pensiero, sia dall’estasi. Attraverso una mostra di opere d’arte realizzate con la pura luce come materia, riflettiamo sul mondo reale, avvolti dai raggi elettromagnetici”.

Nel corso del periodo espositivo verrà sviluppato un ricco calendario di eventi collaterali, in particolare visite condotte da guide turistiche ed esperti di arte contemporanea, mediante i quali si potranno approfondire alcune delle tematiche che emergono dalle opere in mostra, contribuendo a rendere più comprensibile un mondo sovente ritenuto ostico da chi non ne abbia una conoscenza approfondita. Le visite saranno curate dall’associazione La Scatola Gialla, che ha già curato negli anni passati le visite e le attività didattiche per le mostre della Fondazione CRC.

LE OPERE IN MOSTRA

Giacomo Balla, “Feu d’artifice”
(Fuoco d’artificio), 1917
Azione astratta di luce e colori su musica di Igor Stravinskij per i balletti russi di Sergej Djagilev, Teatro Costanzi, Roma, 1917.
Ricostruzione in scala di Elio Marchegiani nel 1997 dai progetti autografi di Balla; esecuzione tecnica di Mariano Boggia e Luisa Mensi; circuito elettronico, luci e sonoro di Massimo Iovine; coordinatore, Maurizio Fagiolo dell’Arco
550 x 500 x 550 cm
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Olafur Eliasson, “The sun has no money” 
(Il sole non ha soldi), 2008
Filtro di vetro colorato, specchio, cavo di acciaio, motori elettrici, faretti, treppiedi, supporti a muro
dimensioni variabili: 2 anelli in specchio, 94 cm diametro; 4 anelli con filtro colorato, 30 cm diametro
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino in comodato da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT

Lucio Fontana, “Ambiente spaziale”
1981 (prima versione 1967, distrutta)
Struttura in legno, tela, colori fosforescenti e luce di wood
300 x 500 x 300
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
Donazione Teresita Rasini Fontana

Renato Leotta, “Sole”
2019-2020
impianto di illuminazione composto da fari di automobile usati Dimensioni determinate dall’ambiente
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

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