Written by Confagricoltura Cuneo

Il Psr è inadeguato: troppe le aziende escluse, Confagricoltura pronta a mobilitarsi

Sale la protesta delle numerose aziende agricole, in particolare condotte da giovani imprenditori, rimaste escluse dai finanziamenti previsti dal Piano di sviluppo rurale del Piemonte. Nell’impostazione del Psr, infatti, sono state operate scelte che non hanno aiutato le imprese più strutturate, con parametri d’accesso molto penalizzanti. “Il risultato è che oggi poche aziende sono state ammesse ai benefici del Psr, nonostante fossero anni che non si presentavano più piani di insediamento e miglioramento aziendale – attacca il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio -.  Si era alimentata un’attesa fortissima che non si è stati in grado, per ora, di soddisfare. Abbiamo chiesto con forza alla Regione di rimodulare gli impegni e aggiungere altre risorse per far scorrere le graduatorie e far sì che tutte le domande possano essere accolte, ma ad oggi non c’è la volontà di muoversi in questa direzione”. Nonostante ci siano state diverse aperture da parte della Regione, infatti, nel corso di una riunione svoltasi martedì 4 ottobre a Torino, i funzionari dell’ente regionale hanno messo in luce come vi siano delle difficoltà nel reperire la dotazione finanziaria per lo scorrimento delle graduatorie. Stante questa grave situazione Confagricoltura sta valutando di intraprendere presto iniziative di mobilitazione per difendere gli interessi delle proprie aziende.
La pubblicazione delle graduatorie relative, in particolare, alle domande di aiuto sull’insediamento dei giovani (mis. 6.1.1), sui miglioramenti aziendali (mis. 4.1.1 e 4.1.2) e sulle misure agroambientali (mis. 10) ha certificato, infatti, l’inadeguatezza dell’impianto del programma e dei bandi impostati dalla Regione. Già in occasione del Tavolo Verde che l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero aveva convocato il 28 settembre scorso, Confagricoltura aveva chiesto con forza che la Regione rivedesse tutto l’impianto della programmazione e che, nell’immediato, integrasse le risorse per poter dare una risposta concreta a chi è in attesa di reimpostare completamente un processo virtuoso e sostenibile. Questo attualmente non è avvenuto.
“Nonostante preveda uno stanziamento di oltre un miliardo di euro, il Psr ha per il momento deluso ogni aspettativa, dimostrandosi complesso e inadeguato – dice Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo -. Se un imprenditore agricolo, penso a un giovane, vuole intraprendere un investimento funzionale per la sua azienda deve poterlo fare oggi, perché domani è già troppo tardi. O si inverte la rotta con urgenza, prendendo atto che sono state fatte scelte inadeguate, oppure tra tre anni sarà certificato il fallimento completo di questo Piano”.
“Relativamente ai giovani – fa notare Marco Bruna, direttore di Confagricoltura zona di Saluzzo e Savigliano – un ulteriore rischio è rappresentato dal fatto che molti soggetti rimasti fuori quest’anno non avranno più la possibilità di accedervi eventualmente in futuro per superamento dei limiti di età (41). Senza considerare l’aggravante che a tutti è stato richiesto di aprire delle partite iva e compiere una serie di adempimenti onerosi, prima di presentare domande di contributo, ma ora ogni aspettativa rischia di non essere soddisfatta”.

Archivio immagini di Confagricoltura Cuneo

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Il Psr è inadeguato: troppe le aziende escluse, Confagricoltura pronta a mobilitarsi

Sale la protesta delle numerose aziende agricole, in particolare condotte da giovani imprenditori, rimaste escluse dai finanziamenti previsti dal Piano di sviluppo rurale del Piemonte. Nell’impostazione del Psr, infatti, sono state operate scelte che non hanno aiutato le imprese più strutturate, con parametri d’accesso molto penalizzanti. “Il risultato è che oggi poche aziende sono state ammesse ai benefici del Psr, nonostante fossero anni che non si presentavano più piani di insediamento e miglioramento aziendale – attacca il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio -.  Si era alimentata un’attesa fortissima che non si è stati in grado, per ora, di soddisfare. Abbiamo chiesto con forza alla Regione di rimodulare gli impegni e aggiungere altre risorse per far scorrere le graduatorie e far sì che tutte le domande possano essere accolte, ma ad oggi non c’è la volontà di muoversi in questa direzione”. Nonostante ci siano state diverse aperture da parte della Regione, infatti, nel corso di una riunione svoltasi martedì 4 ottobre a Torino, i funzionari dell’ente regionale hanno messo in luce come vi siano delle difficoltà nel reperire la dotazione finanziaria per lo scorrimento delle graduatorie. Stante questa grave situazione Confagricoltura sta valutando di intraprendere presto iniziative di mobilitazione per difendere gli interessi delle proprie aziende.
La pubblicazione delle graduatorie relative, in particolare, alle domande di aiuto sull’insediamento dei giovani (mis. 6.1.1), sui miglioramenti aziendali (mis. 4.1.1 e 4.1.2) e sulle misure agroambientali (mis. 10) ha certificato, infatti, l’inadeguatezza dell’impianto del programma e dei bandi impostati dalla Regione. Già in occasione del Tavolo Verde che l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero aveva convocato il 28 settembre scorso, Confagricoltura aveva chiesto con forza che la Regione rivedesse tutto l’impianto della programmazione e che, nell’immediato, integrasse le risorse per poter dare una risposta concreta a chi è in attesa di reimpostare completamente un processo virtuoso e sostenibile. Questo attualmente non è avvenuto.
“Nonostante preveda uno stanziamento di oltre un miliardo di euro, il Psr ha per il momento deluso ogni aspettativa, dimostrandosi complesso e inadeguato – dice Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo -. Se un imprenditore agricolo, penso a un giovane, vuole intraprendere un investimento funzionale per la sua azienda deve poterlo fare oggi, perché domani è già troppo tardi. O si inverte la rotta con urgenza, prendendo atto che sono state fatte scelte inadeguate, oppure tra tre anni sarà certificato il fallimento completo di questo Piano”.
“Relativamente ai giovani – fa notare Marco Bruna, direttore di Confagricoltura zona di Saluzzo e Savigliano – un ulteriore rischio è rappresentato dal fatto che molti soggetti rimasti fuori quest’anno non avranno più la possibilità di accedervi eventualmente in futuro per superamento dei limiti di età (41). Senza considerare l’aggravante che a tutti è stato richiesto di aprire delle partite iva e compiere una serie di adempimenti onerosi, prima di presentare domande di contributo, ma ora ogni aspettativa rischia di non essere soddisfatta”.

Archivio immagini di Confagricoltura Cuneo