Written by Confagricoltura Cuneo

Confagricoltura Piemonte sulla Peste Suina Africana: tempi lunghi per costruire le recinzioni e intanto i cinghiali non vengono abbattuti

“Al di là dell’utilità del posizionamento delle reti di recinzione – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo, Enrico Allasia – è necessario intervenire con urgenza per evitare che i cinghiali escano dall’area infetta”

I cinghiali danneggiano le coltivazioni e sono un rischio per la sicurezza pubblica (foto Pixabay)

Il problema della peste suina africana è sempre più grave. C’è il pericolo che l’infezione diventi endemica, mettendo a repentaglio l’intera produzione italiana di insaccati e prodotti a denominazione di origine protetta. Confagricoltura, dopo il ritrovamento di un cinghiale infetto alla periferia di Roma, torna a chiedere alle istituzioni un impegno urgente per affrontare le emergenze. “Leggiamo che a giorni dovrebbero essere avviati i lavori per la costruzione delle recinzioni con reti metalliche nella zona infetta tra Piemonte e Liguria, ma le informazioni in nostro possesso sono altre”, dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo.

La società di committenza S.C.R. Piemonte, infatti, ha pubblicato sul proprio sito (https://www.scr.piemonte.it/it/bandi-di-gara/interventi-di-realizzazione-di-barriere-artificiali-tra-piemonte-e-liguria-contenimento-della) un avviso pubblico esplorativo per individuare gli operatori economici da invitare a successive negoziazioni per l’affidamento “degli interventi di realizzazione di barriere artificiali tra Piemonte e Liguria a contenimento della diffusione della peste suina africana”.

Com’è indicato nell’avviso – chiarisce Confagricoltura – gli interventi, suddivisi in più appalti, consisteranno nella realizzazione di una barriera artificiale a contenimento della diffusione della Peste Suina Africana, della lunghezza totale complessiva di circa 170 km tra Piemonte e Liguria (circa 100 km Piemonte e 70 km Liguria). La rete dovrà essere a stretto contatto con il suolo, posta (rispetto ai pali) sul lato dell’area infetta, o di fronte all’area da proteggere; a seconda del livello di rischio della zona dovrà essere aggiunto un filo spinato, teso al massimo a livello del suolo e fissato ai paletti e si potranno aggiungere pioli di ferro tra i pali di legno per rendere più stretto il contatto tra il fondo della rete e il terreno.

L’avviso di S.C.R. prevede che le manifestazioni di interesse da parte degli operatori economici debbano essere presentate esclusivamente in modalità telematica, attraverso piattaforma di e-procurement SINTEL, entro il termine perentorio delle ore 15 del  10 giugno prossimo. Valutate le proposte pervenute e perfezionata la fase di progettazione S.C.R invierà una lettera di invito a presentare offerta “agli operatori economici individuati da parte della stazione appaltante”. I tempi perciò, commenta Confagricoltura, non potranno essere veloci.

“Al di là dell’utilità del posizionamento delle reti di recinzione – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo Enrico Allasia – è necessario intervenire con urgenza per evitare che i cinghiali escano dall’area infetta e per avviare, negli altri territori, un massiccio piano di depopolamento per contrastare la diffusione del virus. Ormai una decina di giorni fa – sottolinea Allasia – abbiamo segnalato alla Regione che negli altri territori, di fuori della zona infetta, le azioni di depopolamento dei cinghiali procedono a rilento e in alcune aree sono praticamente fermi. Chiediamo risposte urgenti e interventi immediati, per scongiurare il rischio che si blocchi l’intera filiera produttiva del Parma e del San Daniele”.

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