Written by Confagricoltura Cuneo

Crisi suini, Confagricoltura Cuneo chiede alla politica di favorire l’incontro tra tutti gli attori della filiera per arginare il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori

Quadro serio, con quotazioni in calo del 25% rispetto a un anno fa. Proposte concrete per affrontare la situazione nel corso di un webinar organizzato da Confagricoltura con addetti del settore e politici

Sono oltre 800 le aziende suinicole attive in provincia di Cuneo

Sono oltre 800 le aziende suinicole attive in provincia di Cuneo

Confagricoltura si rivolge alla politica per salvaguardare il comparto suinicolo, nuovamente in forte stress dopo le gravi difficoltà di marzo e aprile che hanno portato a un calo dei prezzi del 25% rispetto ad un anno fa. Non è una richiesta di aiuti economici o di ristori, ma di un sostegno pratico per far sedere tutti gli attori della filiera intorno a un tavolo e analizzare le possibili soluzioni al problema. È questo l’elemento principale emerso durante il webinar “Crisi del settore suinicolo: non è solo colpa del Covid” che Confagricoltura Cuneo ha organizzato nel pomeriggio di martedì 24 novembre alla presenza dei vertici associativi e numerosi allevatori. Presenti all’incontro anche i senatori Giorgio Maria Bergesio e Mino Taricco, entrambi in Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare, e Paolo Demarchi, consigliere della Regione Piemonte. Già fortemente colpito dalla contrazione dei consumi derivante dall’emergenza Coronavirus, in queste ultime settimane il comparto suinicolo nazionale è penalizzato dalla diffusione della peste suina africana in Germania, che porta ad un surplus di carne esportata anche nel nostro Paese, e dall’ulteriore slittamento dell’entrata in vigore dell’etichettatura, che avrebbe dovuto tutelare le produzioni italiane di qualità. Gli allevatori suinicoli cuneesi e piemontesi chiedono dunque a gran voce, con proposte concrete, di non essere trascurati.

Il webinar è stato aperto dal presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia, e dal presidente della sezione suinicola regionale di Confagricoltura, Davide Razzano, che hanno fatto il punto sull’entità del comparto, che a livello nazionale conta un fatturato di circa 3 miliardi di euro a livello di produzione degli allevamenti e di circa 8 miliardi di euro per la fase industriale, incidendo per il 5,8% sul totale agricolo e agroindustriale. In Piemonte sono attivi 2.750 allevamenti suinicoli, per un totale di circa 1.290.000 capi: la provincia che conta il maggior numero di animali è Cuneo, con circa 913.000 suini allevati in 844 stalle.

È poi intervenuto il presidente nazionale della Federazione suinicola di Confagricoltura, Claudio Canali, che ha approfondito le tematiche dell’attuale crisi: “Negli ultimi quindici giorni la situazione del nostro settore si è fatta decisamente più complicata, con un calo prezzi nuovamente significativo: per questo il nostro presidente nazionale Giansanti ha incontrato la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, alla quale abbiamo chiesto aiuto per favorire un incontro tra tutti gli attori della filiera, dai produttori alla Grande Distribuzione Organizzata, nel quale affrontare il tema del continuo calo del prezzo, che penalizza quasi esclusivamente i produttori, e cercare di ottenere rapporti più equilibrati”. Il presidente Enrico Allasia ha sottolineato come “la crisi è notevole e la stiamo analizzando con serietà, anche in relazione alla grande rilevanza economica che il comparto ha in Piemonte, e in provincia di Cuneo in particolare”.

Quella di un incontro tra le parti per ragionare su un blocco dei prezzi del comparto suinicolo, evitando una progressiva e continuativa erosione del prezzo pagato agli allevatori da parte dei trasformatori e della grande distribuzione, è solo una delle misure proposte da Confagricoltura, certamente la più rapida da mettere in campo e quella che potrebbe incidere più in fretta sul comparto.

Non è però l’unica azione in fase di studio e certamente non potrà avere un orizzonte di medio e lungo periodo. Per questo, come ha ricordato il direttore nazionale dell’Area Economica di Confagricoltura Vincenzo Lenucci va ripensata la filiera in modo profondo: “Il comparto suinicolo, sconvolto dalla pandemia, era già perturbato in precedenza e la moratoria sui prezzi di mercato in Italia potrebbe essere una boccata di ossigeno; la sfida del domani però è tornare a parlare seriamente di regole e piani di controllo, per renderli più flessibili”. Su questo punto gli ha fatto eco il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, che ha ricordato come “nel quadro del Green New Deal europeo dovranno essere inseriti anche elementi di maggior tutela del reddito di agricoltori e allevatori”.

In conclusione, Luca Brondelli di Brondello, membro della giunta nazionale di Confagricoltura ha precisato che: “Il futuro si prospetta difficile e per questo è necessario lavorare per favorire un tavolo di concertazione a livello di filiera per arginare il crollo dei prezzi ed evitare ripercussioni pesantissime a livello produttivo, dannose per l’intero Paese. Le tematiche emerse nel corso del webinar saranno riprese e portate avanti nel corso dei prossimi incontri di Giunta”.

L’appuntamento è stato organizzato con la collaborazione della Camera di Commercio di Cuneo e nell’ambito del progetto singolo Innov in seno al piano integrato territoriale per l’area rurale e montana delle Alpi del Mediterraneo Alpimed, progetto transfrontaliero finanziato dall’Unione Europea nel programma ALCOTRA.

Archivio immagini di Confagricoltura Cuneo

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Crisi suini, Confagricoltura Cuneo chiede alla politica di favorire l’incontro tra tutti gli attori della filiera per arginare il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori

Quadro serio, con quotazioni in calo del 25% rispetto a un anno fa. Proposte concrete per affrontare la situazione nel corso di un webinar organizzato da Confagricoltura con addetti del settore e politici

Sono oltre 800 le aziende suinicole attive in provincia di Cuneo

Sono oltre 800 le aziende suinicole attive in provincia di Cuneo

Confagricoltura si rivolge alla politica per salvaguardare il comparto suinicolo, nuovamente in forte stress dopo le gravi difficoltà di marzo e aprile che hanno portato a un calo dei prezzi del 25% rispetto ad un anno fa. Non è una richiesta di aiuti economici o di ristori, ma di un sostegno pratico per far sedere tutti gli attori della filiera intorno a un tavolo e analizzare le possibili soluzioni al problema. È questo l’elemento principale emerso durante il webinar “Crisi del settore suinicolo: non è solo colpa del Covid” che Confagricoltura Cuneo ha organizzato nel pomeriggio di martedì 24 novembre alla presenza dei vertici associativi e numerosi allevatori. Presenti all’incontro anche i senatori Giorgio Maria Bergesio e Mino Taricco, entrambi in Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare, e Paolo Demarchi, consigliere della Regione Piemonte. Già fortemente colpito dalla contrazione dei consumi derivante dall’emergenza Coronavirus, in queste ultime settimane il comparto suinicolo nazionale è penalizzato dalla diffusione della peste suina africana in Germania, che porta ad un surplus di carne esportata anche nel nostro Paese, e dall’ulteriore slittamento dell’entrata in vigore dell’etichettatura, che avrebbe dovuto tutelare le produzioni italiane di qualità. Gli allevatori suinicoli cuneesi e piemontesi chiedono dunque a gran voce, con proposte concrete, di non essere trascurati.

Il webinar è stato aperto dal presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia, e dal presidente della sezione suinicola regionale di Confagricoltura, Davide Razzano, che hanno fatto il punto sull’entità del comparto, che a livello nazionale conta un fatturato di circa 3 miliardi di euro a livello di produzione degli allevamenti e di circa 8 miliardi di euro per la fase industriale, incidendo per il 5,8% sul totale agricolo e agroindustriale. In Piemonte sono attivi 2.750 allevamenti suinicoli, per un totale di circa 1.290.000 capi: la provincia che conta il maggior numero di animali è Cuneo, con circa 913.000 suini allevati in 844 stalle.

È poi intervenuto il presidente nazionale della Federazione suinicola di Confagricoltura, Claudio Canali, che ha approfondito le tematiche dell’attuale crisi: “Negli ultimi quindici giorni la situazione del nostro settore si è fatta decisamente più complicata, con un calo prezzi nuovamente significativo: per questo il nostro presidente nazionale Giansanti ha incontrato la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, alla quale abbiamo chiesto aiuto per favorire un incontro tra tutti gli attori della filiera, dai produttori alla Grande Distribuzione Organizzata, nel quale affrontare il tema del continuo calo del prezzo, che penalizza quasi esclusivamente i produttori, e cercare di ottenere rapporti più equilibrati”. Il presidente Enrico Allasia ha sottolineato come “la crisi è notevole e la stiamo analizzando con serietà, anche in relazione alla grande rilevanza economica che il comparto ha in Piemonte, e in provincia di Cuneo in particolare”.

Quella di un incontro tra le parti per ragionare su un blocco dei prezzi del comparto suinicolo, evitando una progressiva e continuativa erosione del prezzo pagato agli allevatori da parte dei trasformatori e della grande distribuzione, è solo una delle misure proposte da Confagricoltura, certamente la più rapida da mettere in campo e quella che potrebbe incidere più in fretta sul comparto.

Non è però l’unica azione in fase di studio e certamente non potrà avere un orizzonte di medio e lungo periodo. Per questo, come ha ricordato il direttore nazionale dell’Area Economica di Confagricoltura Vincenzo Lenucci va ripensata la filiera in modo profondo: “Il comparto suinicolo, sconvolto dalla pandemia, era già perturbato in precedenza e la moratoria sui prezzi di mercato in Italia potrebbe essere una boccata di ossigeno; la sfida del domani però è tornare a parlare seriamente di regole e piani di controllo, per renderli più flessibili”. Su questo punto gli ha fatto eco il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, che ha ricordato come “nel quadro del Green New Deal europeo dovranno essere inseriti anche elementi di maggior tutela del reddito di agricoltori e allevatori”.

In conclusione, Luca Brondelli di Brondello, membro della giunta nazionale di Confagricoltura ha precisato che: “Il futuro si prospetta difficile e per questo è necessario lavorare per favorire un tavolo di concertazione a livello di filiera per arginare il crollo dei prezzi ed evitare ripercussioni pesantissime a livello produttivo, dannose per l’intero Paese. Le tematiche emerse nel corso del webinar saranno riprese e portate avanti nel corso dei prossimi incontri di Giunta”.

L’appuntamento è stato organizzato con la collaborazione della Camera di Commercio di Cuneo e nell’ambito del progetto singolo Innov in seno al piano integrato territoriale per l’area rurale e montana delle Alpi del Mediterraneo Alpimed, progetto transfrontaliero finanziato dall’Unione Europea nel programma ALCOTRA.

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