Si è conclusa con soddisfazione la nona edizione di Great Innova, il Festival dell’Innovazione organizzato dall’omonima associazione cuneese che sabato 10 ottobre, negli spazi del complesso monumentale di San Francesco a Cuneo, ha coinvolto i presenti in un pomeriggio di confronto sul futuro dell’acqua, risorsa strategica per il pianeta. “Nemo, dentro le correnti del futuro” è stato il titolo scelto per l’edizione 2026, che ha riunito esperti, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni e professionisti per approfondire, da prospettive diverse, le sfide ambientali, tecnologiche e geopolitiche legate alla gestione delle risorse idriche. Al termine della nona edizione è stato presentato il progetto Robin Wood di gestione forestale migliorativa, dedicato alla cura delle foreste piemontesi, che ha portato al monitoraggio dell’impatto carbonico prodotto dal festival, legato in particolare agli spostamenti dei partecipanti, ai consumi energetici e ai materiali utilizzati. I dati raccolti nell’edizione 2026 costituiranno una base per individuare, nei prossimi anni, possibili miglioramenti organizzativi e ridurre progressivamente le emissioni. A partire dalla decima edizione del 2027, che avrà per tema lo spazio.
“La partecipazione registrata rappresenta un segnale positivo per Great Innova. Siamo molto soddisfatti dell’esito di questa nona edizione che ha saputo affrontare un tema cruciale come quello dell’acqua da prospettive diverse e complementari, mettendo in dialogo competenze, esperienze e sensibilità differenti – afferma Cristian Ranallo, presidente dell’associazione Great Innova –. Abbiamo voluto che tutti gli argomenti fossero affrontati con un approccio super partes, capace di favorire il confronto e la circolazione delle idee, senza pregiudizi e posizioni precostituite. La nostra missione, coerente con gli obiettivi fondanti dell’associazione, è diffondere la cultura dell’innovazione attraverso attività di formazione, divulgazione e organizzazione di eventi, contribuendo a rendere temi complessi accessibili e stimolando una partecipazione consapevole. Crediamo che l’innovazione non debba rimanere confinata agli addetti ai lavori, ma diventare patrimonio comune, occasione di dialogo e strumento per immaginare insieme il futuro del nostro territorio. È con questo spirito che stiamo già guardando alla X edizione del festival, nel 2027, che sarà dedicata allo spazio: un nuovo orizzonte di riflessione per continuare a esplorare le trasformazioni del nostro tempo con la volontà di coinvolgere sempre più le giovani generazioni”.
Ad aprire il confronto è stato Omar Bellicini, giornalista ed esperto di media e comunicazione, con un approfondimento sulla geopolitica dell’acqua. Partendo dai conflitti dell’antichità per il controllo dei canali di irrigazione, come quello tra le città-stato sumere di Lagash e Umma, il suo intervento ha ripercorso il ruolo dell’acqua nelle tensioni internazionali, fino alle attuali contese diplomatiche legate alla gestione di grandi bacini fluviali come quelli del Nilo, del Tigri e dell’Indo.
Il rapporto tra innovazione tecnologica e tutela idrica è stato al centro dell’intervento di Andrea Pescino, founder e CEO di Fusion AI Lab, che ha illustrato un progetto sviluppato in Kenya per migliorare la gestione delle risorse agricole attraverso l’intelligenza artificiale. Grazie all’impiego di dati satellitari, raccolti anche in collaborazione con le Nazioni Unite, e alla loro elaborazione tramite sistemi di IA, è possibile affinare il monitoraggio delle coltivazioni, valutare lo stato di salute dei campi e individuare precocemente l’insorgere di malattie.
Lajal Andreoletti, Head of Impact Projects di LifeGate, ha invece portato l’attenzione sui progetti di tutela dei mari e delle acque interne, illustrando l’importanza di interventi capaci di generare risultati ambientali misurabili. Tra i dati presentati, 375 tonnellate di rifiuti raccolti nei mari, 80 milioni di litri d’acqua protetti dagli sversamenti e 8 mila piante marine riforestate.
Il tema dell’acqua si è intrecciato anche con quello dei consumi energetici nel confronto tra Alfredo Simone Negri, consigliere regionale lombardo, e Claudio Sacchetto, consigliere regionale piemontese, moderati dalla giornalista e saggista Nicoletta Prandi. Al centro del dibattito la crescente diffusione dei data center, infrastrutture essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali, ma caratterizzate da consumi significativi di energia e, in molti casi, di acqua per il raffreddamento, oltre che dalla produzione di calore da gestire. Una questione complessa e sempre più attuale, con cui sono chiamate a confrontarsi le amministrazioni comunali, provinciali e regionali, alla ricerca di un equilibrio tra innovazione, sviluppo economico e tutela delle risorse naturali.
A chiudere il programma degli interventi è stata Katinka Bellomo, ricercatrice ed esperta di scienze del clima, con un approfondimento sull’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), il sistema di correnti oceaniche che contribuisce a regolare temperature, precipitazioni ed equilibri climatici su scala globale.
Col festival 2026 Great Innova ha avviato una collaborazione con Robin Wood: nel 2027 le emissioni residue dell’edizione appena conclusa, una volta conteggiate, saranno compensate attraverso crediti di carbonio generati da interventi concreti di cura dei boschi, in aree certificate e visitabili sul territorio.
Anche quest’anno, infine, Great Innova ha affiancato al programma del festival momenti di formazione e divulgazione rivolti ai più giovani. Lunedì 5 e martedì 6 ottobre quattro classi del plesso Lidia Beccaria Rolfi dell’IC Cuneo Viale Angeli, per un totale di 80 alunni, hanno partecipato al laboratorio “Acqua e tecnologia – Tra passato e futuro”, mentre nella mattinata di sabato 10 ottobre famiglie e bambini hanno potuto prendere parte all’attività “L’acqua, la tutela idrica e le nuove tecnologie” negli spazi del polo culturale Sclab, in Palazzo Santa Croce. La mattinata ha ospitato inoltre la premiazione del Premio poetico Great Innova – primo concorso nazionale «Voci d’acqua», realizzato in collaborazione con l’associazione Poesia Contemporanea Cuneo. Il primo premio della sezione “poesia singola” è andato a Tatiana Begotti con l’opera “La sete dei gigli”; quello della sezione “poesia a quattro mani” a Marco Iemmi e Rosa Rampulla con l’opera “Nonno mare”.






















