Written by Autorivari

Dalla sinergia tra “Occit’amo” e “Suoni dal Monviso” nasce “Suoni delle Terre del Monviso”

Gioco di squadra tra il Comune di Saluzzo, la Fondazione “Amleto Bertoni” e l’Associazione “I Polifonici del Marchesato”

Suoni delle Terre del Monviso

Al tavolo da sinistra: Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo; Enrico Miolano, direttore artistico di Suoni dal Monviso; Sergio Berardo, direttore artistico di Occit’amo durante la presentazione di Suoni delle Terre del Monviso

Si è tenuta oggi pomeriggio – giovedì 28 aprile, ndr – presso la Sala Tematica de Il Quartiere a Saluzzo, la presentazione dei “Suoni delle Terre del Monviso”, il nuovo festival nato dalla collaborazione tra Comune di Saluzzo con la Fondazione “Amleto Bertoni”, organizzatori di “Occit’amo” per tutto il territorio delle Terre del Monviso, e l’Associazione “I Polifoni del Marchesato”, organizzatrice di “Suoni dal Monviso”. I due festival del territorio hanno scelto – dopo una collaborazione e una sinergia di due anni – di incontrarsi, coordinarsi e lavorare insieme per dare vita ad uno spettacolo lungo l’intera estate. La direzione artistica di Sergio Berardo per “Occit’amo” e quella di Enrico Miolano per i “Suoni dal Monviso” hanno realizzato un fitto programma di appuntamenti musicali per tutte le Terre del Monviso, dai luoghi storici e della tradizione alle montagne e agli spazi incontaminati. Il calendario condiviso conterrà, tra gli altri, gli appuntamenti con Roberto Mercandini & Guido Catalano, Hervé Barmasse, il quartetto d’archi della Fondazione Scuola di Alto Perfezionamento Musicale, il tributo a Lucio Dalla da parte della Fondazione Fossano Musica, il Trio Marciano, Lou Dalfin, il celebre cantautore Max Gazzè e una tappa del tour di Elisa “Back to the Future!” che si terrà a Sampeyre, a quota 1.500 metri.

“Lo diciamo da tempo e il tempo ci mette sempre di fronte delle occasioni per praticare quello in cui crediamo: questo fantastico territorio cresce e migliora attraverso la collaborazione, mettendo insieme quello che funziona” – spiega Mauro Calderoni, Sindaco di Saluzzo. – “Non crediamo alla competizione sfrenata perché qui tutti cerchiamo di andare dalla stessa parte, quella di rendere la nostra terra sempre più attrattiva. Ecco che due importanti festival musicali che negli ultimi anni, con pubblici e caratteristiche anche molto diversi, hanno fatto registrare importanti risultati lavorano fianco a fianco. Sono ‘Occit’amo’ e ‘Suoni dal Monviso’ che per l’estate 2022 hanno deciso di proporre un calendario condiviso con il nuovo festival ‘Suoni delle Terre del Monviso’. Questo progetto rappresenta l’essenza di quello che, come Comune di Saluzzo, stiamo tenacemente, a piccoli passi, mettendo insieme: il territorio deve valorizzare le sue realtà migliori, perché gli avversari, quelli da battere, quelli a cui fare concorrenza, sono fuori dalle nostre aree. Qui, sotto il Re di Pietra, l’unica ricetta che funziona è quella di lavorare tutti insieme, sempre”.

“Cultura, arte e montagna in una proposta musicale di alto livello, articolata su più appuntamenti a quote diverse, capace di valorizzare il territorio alpino e le sue genti in un modo inedito e stimolante, questo vuole essere Suoni delle Terre del Monviso, un festival alla portata di tutti, con alta esperienzialità, grande scoperta, innovazione e interazione, costi contenuti – dichiara Enrico Miolano, direttore artistico di Suoni dal Monviso –. Un modo per valorizzare i nostri territori, meno conosciuti al grande pubblico, e rilanciarli in chiave sostenibile, un’esigenza che mai come quest’anno appare imprescindibile. Suoni delle Terre del Monviso, inoltre, si pone tra le iniziative che aiutano a riflettere e a dialogare sul valore che il patrimonio culturale riveste per la nostra società e per mostrarne a tutti l’importanza nei diversi settori della vita pubblica e privata. Una stagione, insomma, per godere del nostro patrimonio imparando ad averne cura”.

“Se le iniziative del nostro territorio riescono a coordinarsi tra di loro è un bene per tutti. Il coltivare ognuno il proprio orto è un male storico delle nostre zone: ben venga fare rete tra le realtà – racconta Sergio Berardo, direttore artistico di Occit’amo. – Occit’amo 2022 affronterà due grandi tematiche: il rescuntre (l’incontro) a ricordare che la tradizione non è qualcosa di imbalsamato ma è continuamente inventata e contaminata, e la montagna, e con lei le vallate, che sono unite dalla nostra musica e dalle nostre danze”.

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