“Siamo soddisfatti per l’interesse e la partecipazione di questa seconda edizione delle ‘Prove in campo castagno’, segno che il comparto provinciale sente sempre più forte la necessità di un momento dedicato all’aggiornamento e alle buone prassi da adottare per essere competitivi. L’attività castanicola rappresenta per la provincia di Cuneo un settore sempre più strategico sotto molti punti di vista: la Granda, con i suoi 4.287 ettari in produzione (dato 2025) vale oltre il 90% del raccolto regionale e, negli ultimi anni, sta vivendo un aumento esponenziale di ettari recuperati e di aziende dedite alla castanicoltura”. Con queste parole Adriano Rosso, responsabile Confagricoltura zona di Cuneo commenta l’incontro di giovedì 5 marzo dal titolo “Prove in campo castagno – Dimostrazione di potatura tree climbing e raccolta meccanica”, organizzato dall’associazione datoriale con il patrocinio della Provincia di Cuneo e il sostegno di Cuneo Castagna IGP e della CCIAA di Cuneo. Oltre duecento partecipanti si sono ritrovati presso l’azienda agricola “Le Delizie della Valle Grana” di Caraglio per assistere ad un aggiornamento sulle pratiche colturali e sulle innovazioni meccaniche applicate alla castanicoltura e seguire, successivamente, le dimostrazioni pratiche di raccolta meccanica e potatura tree climbing.
Maria Gabriella Mellano e Alessandro Tomatis, rispettivamente referente e coordinatore tecnico del Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa Pesio, hanno dato il via agli interventi della mattinata con un focus sulla potatura in impianti tradizionali e moderni approfondendo i tipi di tagli da impiegare, la scelta dei materiali per i nuovi impianti e le competenze e le abilitazioni necessarie per intervenire. Grande attenzione è stata dedicata alla conduzione e al recupero dei castagneti tradizionali e, in egual misura, ci si è concentrati sulla gestione degli impianti moderni realizzati in aree di pianura grazie a strumenti meccanici innovativi e nuove tecniche di coltivazione – portainnesti.
A seguire, Roberto Giordano di Fondazione Agrion ha affrontato il tema dei problemi fitosanitari del castagno, indentificati nell’attacco combinato del cinipide (sebbene in regressione grazie alla lotta biologica), del cancro corticale, del mal dell’inchiostro e nelle ripercussioni causate dai cambiamenti climatici. Tra i nemici naturali più recenti sono stati citati invece: scolitide, sesia, xicalina bisonte e altri virus e fitoplasmi, oltre a cidie e balanino e, a livello dei frutti, Giordano ha spiegato come, negli ultimi anni, si siano diffusi dei patogeni agenti di marciumi interni della castagna per cui recentemente è stato sviluppato un protocollo di gestione. Spazio, infine, anche al tema delle operazioni di raccolta, la pratica più onerosa per la coltura del castagno che può arrivare ad incidere per più del 50% sui costi e sulla richiesta di ore lavorative.
Terminata la sessione di interventi, i partecipanti si sono trasferiti in campo per assistere a prove di raccolta meccanica e ad attività di potatura di ringiovanimento con la tecnica del tree climbing. In particolare, è stata molto apprezzata la risposta vegetativa delle piante su cui si era intervenuti durante la prima edizione dell’evento nel 2025. Di sicuro interesse, infine, la dimostrazione di attrezzature per la raccolta e non solo, con l’obiettivo di favorire sempre più l’applicazione della meccanizzazione nella castanicoltura del territorio. A concludere la giornata un momento conviviale per tutti i partecipanti.





























































