Written by Confagricoltura Cuneo

La provincia di Cuneo si conferma prima in Italia con sette Comuni “Spighe Verdi”

Il riconoscimento assegnato da FEE (Foundation for Environmental Education), in collaborazione con Confagricoltura, è andato a 63 amministrazioni, 10 in Piemonte, per la gestione virtuosa del territorio

In Piemonte sventola la bandiera delle “Spighe Verdi” 2022 in dieci Comuni

La provincia di Cuneo si conferma prima in Italia per Comuni “Spighe Verdi”. Sono infatti sette i comuni della Granda che hanno ricevuto il riconoscimento della FEE – Foundation for Environmental Education, l’organizzazione che rilascia nel mondo la Bandiera Blu per le località costiere, pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. A riceverlo, anche quest’anno, sono stati: Alba, Bra, Centallo, Cherasco, Guarene, Monforte d’Alba e Santo Stefano Belbo, che si aggiungono agli altri comuni piemontesi Canelli (AT), Pralormo (TO) e Volpedo (AL). Il Piemonte si colloca, così, al primo posto tra le regioni con più riconoscimenti: 10 sui 63 complessivi assegnati in tutta Italia. Per portare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema Spighe Verdi, la fondazione FEE Italia ha condiviso con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.

“Anche in questa sesta edizione, abbiamo delle conferme importanti – afferma Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo -. I Comuni della nostra Regione adottano strategie di gestione del territorio che prevedono un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità; in questo processo l’agricoltura ha un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’ecosistema e degli equilibri naturali. Siamo noi gli attori del territorio: le amministrazioni, i cittadini, gli imprenditori tutti chiamati ad agire, a confrontarsi e a fare la propria parte per far fronte al cambiamento climatico e culturale cui siamo soggetti”.

“Cresce, anno dopo anno, l’interesse nei confronti di questo progetto da parte dei Comuni del nostro territorio e come Confagricoltura stiamo cercando di coinvolgere sempre più amministrazioni locali per far rete e promuovere così l’intero territorio provinciale – sottolinea Fabio Fogliati, referente Spighe Verdi per Confagricoltura Cuneo -. Al momento i risultati premiano proprio l’entusiasmo con cui i Comuni hanno colto questa sfida, che mira a dare il giusto riconoscimento all’agricoltura e al suo ruolo fondamentale per la conservazione e lo sviluppo sostenibile del territorio. La certificazione “Spighe Verdi” è inoltre un importante biglietto da visita dal punto di vista turistico perché dimostra un’elevata attenzione al rispetto di numerosi parametri essenziali per una gestione equilibrata dell’ambiente e per la valorizzazione delle eccellenze tipiche delle nostre zone”.

Spighe Verdi è un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio rurale, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione. Affinché il programma raggiunga il massimo del risultato, sono necessari due elementi essenziali: la volontà dell’amministrazione comunale di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione. L’iter procedurale, certificato ISO 9001-2015, ha guidato la valutazione delle candidature, permettendo alla Commissione di Valutazione il raggiungimento del risultato finale. Nel gruppo di lavoro è stato importante il contributo di diversi Enti istituzionali, tra i quali il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; il Ministero per il Turismo; il Ministero della Transizione Ecologica; l’ISPRA e Confagricoltura.

Alcuni indicatori presi in considerazione sono stati: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche; la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni. Questi sono solo alcuni degli indicatori che guidano il programma e che saranno suscettibili di variazioni, in un’ottica di miglioramento continuo e di massimo coinvolgimento dei Comuni italiani.

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