“Ringraziamo il presidente Alberto Cirio per averci invitato a lavorare insieme nella sperimentazione di nuovi modelli di welfare per l’assistenza agli anziani, raccogliamo questa importante apertura e confermiamo tutta la nostra disponibilità per un tavolo di confronto costruttivo, portando la conoscenza quotidiana dei servizi e dei bisogni delle persone di cui siamo portavoce per le oltre 100 strutture nostre associate. Presidente, noi ci siamo e può contare sulla nostra collaborazione! Se lei fa la sua parte, rendendo concreti il confronto e gli impegni, noi faremo la nostra, con responsabilità e spirito costruttivo. Ma occorre intervenire in tempo, perché le Rsa alle quali si chiede di contribuire al welfare del futuro devono essere messe nelle condizioni di restare vive oggi”. Questo, in sintesi, il messaggio forte e chiaro che l’Associazione Cuneese Case di Riposo e Domiciliarità manda alla Regione Piemonte facendo seguito al confronto che si è svolto nei giorni scorsi a Torino tra istituzioni, gestori, organizzazioni sindacali, professionisti e realtà impegnate nella tutela delle persone anziane, riportando al centro le esperienze delle famiglie: la fatica dell’assistenza, le attese, la solitudine e la difficoltà di conciliare lavoro e cura.
“Il primo passo – spiegano i portavoce dell’Associazione Cuneese Case di Riposo e Domiciliarità – è conoscere ciò che i territori hanno già saputo costruire. In provincia di Cuneo esistono esperienze di apertura delle strutture alla comunità, sostegno alla domiciliarità, orientamento delle famiglie e collaborazione tra servizi che meritano di essere conosciute dagli addetti ai lavori, valutate e, quando efficaci, messe a regime. Il nostro territorio ha idee, competenze e soluzioni da offrire. La collaborazione con la Regione può trasformare questo patrimonio in risposte più diffuse e accessibili. È così che il Piemonte può diventare una regione virtuosa: riconoscendo le esperienze, verificandone i risultati e creando le condizioni per consolidarle e replicarle”.
L’Associazione Cuneese Case di Riposo e Domiciliarità ribadisce, quindi, il suo sì alla riforma, purché sia strutturale nel sistema di welfare piemontese, con responsabilità chiare, riconoscimento dei costi del lavoro e garanzie per le persone assistite.
“Chiediamo un tavolo che coinvolga sanità e politiche sociali, enti locali, gestori, lavoratori e rappresentanti degli utenti, con un mandato operativo e tempi definiti – concludono -. La Regione chiarisca quali budget intende mettere realmente a disposizione, distinguendo le risorse esistenti da quelle aggiuntive e precisando quali prestazioni saranno finanziate e con quale continuità. I fondi europei possono aiutare ad avviare il cambiamento, ma i servizi devono poter proseguire oltre la durata dei progetti. Auspichiamo che la disponibilità manifestata dalla Regione, attraverso i suoi massimi rappresentanti, si traduca rapidamente in un confronto strutturato, con obiettivi chiari, tempi definiti e impegni verificabili. Serve un dialogo costruttivo e proficuo, capace di produrre decisioni e risultati. L’emergenza è attuale: le famiglie e le strutture hanno bisogno di risposte oggi, mentre si costruiscono quelle di domani”.













