Sabato 19 e domenica 20 settembre, presso il Monastero di San Biagio di Mondovì, si terrà la due giorni di celebrazioni per i 30 anni di Casa do Menor Italia ETS. L’anniversario si inserisce in un anno particolarmente significativo per tutta Casa do Menor: Casa do Menor São Miguel Arcanjo celebra infatti 40 anni di attività in Brasile, mentre la missione di Bambadinca ricorda i primi 5 anni di presenza in Guinea-Bissau. Alla due giorni di festa sarà presente anche Padre Renato Chiera, fondatore di Casa do Menor. Il programma completo delle celebrazioni è sul sito www.casadomenor.org. Per maggiori informazioni contattare il numero 0174/698439 o scrivere all’indirizzo segreteria@casadomenor.org.
“Celebriamo 30 anni di Casa do Menor Italia e 40 anni di Casa do Menor in Brasile: non sono soltanto un anniversario, ma una storia fatta di volti, incontri e mani tese – afferma Padre Renato Chiera -. Casa do Menor continua a scegliere di stare accanto a chi si sente dimenticato, perché ogni bambino e ogni giovane possa scoprire di essere amato, accolto e capace di costruire il proprio futuro. Questa festa è soprattutto un grande grazie a tutti coloro che hanno camminato con noi e che continuano a essere presenza”. “Saranno giorni di incontro, gratitudine e condivisione, alla presenza di Padre Renato Chiera, fondatore di Casa do Menor, insieme a Lucinha e a numerosi amici provenienti dall’Italia e dall’estero – aggiunge Andrea Battaglia, presidente Casa do Menor -. Saranno con noi sostenitori e benefattori provenienti da Germania, Principato di Monaco, Francia e Svizzera, che avranno anche l’occasione di conoscere il Monastero di San Biagio, Mondovì e alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio cuneese. L’iniziativa sarà un momento per ricordare il cammino compiuto, raccontare i progetti realizzati in Italia, Brasile e Guinea-Bissau e rinnovare il nostro impegno a essere una presenza concreta al fianco dei bambini, dei giovani, delle famiglie e delle persone più fragili”.
Questo il programma della due giorni: sabato 19 settembre alle 9.30, per gli ospiti del Monastero, mattinata dedicata alla scoperta dei luoghi più suggestivi del territorio e delle piccole chiese ricche di storia; nel pomeriggio, dalle 15, visita del Monastero e incontro di aggiornamento sulle attività di Casa do Menor in Brasile, Guinea-Bissau e Italia. Alle 17.30 è prevista la celebrazione della Santa Messa commemorativa degli anniversari cui seguirà una cena con Padre Renato, con piatti preparati da ristoranti tipici della zona (i posti per la cena sono limitati: è richiesta la prenotazione entro mercoledì 16 settembre tramite apposito form al link casadomenor.org/30anni con una donazione a partire da 35 euro).
Domenica 20 settembre alle 10 incontro pubblico sul tema “Essere presenza: relazioni che generano futuro – Che cosa significa essere realmente presenti nella vita delle persone, soprattutto di chi è più fragile?”. Intervengono Padre Renato Chiera (fondatore Casa do Menor), Alessandro Gisotti (già portavoce di Papa Francesco e vicedirettore editoriale dei media vaticani), Ezio Aceti (psicologo e formatore, specializzato in educazione e psicologia infantile ed adolescenziale), Ivana Borsotto (presidente Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario – FOCSIV). Alle 12 si terrà la celebrazione della Santa Messa commemorativa degli anniversari e, dopo il pranzo delle 13 presso il Monastero, alle 15.30 è in programma un concerto di violoncello conJacopo Paolo Fioretti Riccati, classe 2009, già vincitore di due primi premi in concorsi internazionali.
“Per 25 anni l’attività di Casa do Menor Italia si è svolta in un piccolo ufficio a Roracco, frazione di Villanova Mondovì. Le uniche iniziative sul territorio sono state alcune manifestazioni di raccolta fondi. Oggi abbiamo una squadra di volontari molto forte, con un gruppo di persone che porta avanti le attività in autonomia con competenza e entusiasmo – conclude Battaglia -. Nel tempo la sfera di azione si è espansa e oggi raccogliamo più del 40% del fabbisogno della CdM in Brasile grazie al lavoro di tre collaboratori. Nel tempo abbiamo acquisito il Monastero di San Biagio e trasferito lì la sede, recuperato l’edificio e avviato nuove attività sul territorio. Oggi il Monastero è un baluardo di speranza in un mondo che, come allora, è in preda alla paura. L’obiettivo è cercare di rilanciare valori dimenticati: l’accoglienza, l’ascolto, lo zelo, il piacere per l’opera compiuta, la preghiera, il rispetto per la natura. In una frase: mettere al centro l’uomo in comunità. È tempo di costruire presidi di resistenza e tendere tra loro dei fili con ostinazione benedettina e con coraggio”.







