Written by • Comune di Cuneo

Acqua, energia e cibo: il Cuneese si è raccontato alle Città Michelin

Le delegazioni internazionali hanno incontrato imprese, ricercatori, amministrazioni e realtà del territorio, mettendo a confronto esperienze e soluzioni per affrontare le sfide della sostenibilità

Il gruppo dedicato all'acqua alla Casa del Fiume del Parco fluviale Gesso e Stura

Il gruppo dedicato all’acqua alla Casa del Fiume del Parco fluviale Gesso e Stura

Due giorni per conoscere da vicino come un territorio affronta le grandi sfide legate alla sostenibilità, mettendo in relazione innovazione, ricerca, imprese e comunità locali. È stato questo il filo conduttore delle attività del 6 e 7 ottobre al 5° Incontro Internazionale della Rete delle Città Michelin (INMC), che ha portato le delegazioni provenienti da 15 città e 12 Paesi a seguire tre distinti percorsi dedicati ad energia, acqua e cibo. Tre gruppi di lavoro, con diversi itinerari attraverso il Cuneese, pensati non soltanto per presentare alcune delle esperienze più significative del territorio, ma soprattutto per favorire uno scambio internazionale di conoscenze e buone pratiche.

“Queste due giornate hanno permesso alle delegazioni della Rete delle Città Michelin di conoscere un Cuneese capace di trasformare le grandi sfide della sostenibilità in esperienze concrete – afferma la sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero -. Abbiamo scelto di non limitarci a parlare di acqua, energia e cibo, ma di accompagnare i nostri ospiti nei luoghi in cui ogni giorno si sperimentano soluzioni, si fa ricerca e si costruiscono nuovi modelli di sviluppo. Dalla grande industria alle comunità energetiche, dalla gestione dell’acqua per l’agricoltura alla ricerca agroalimentare, fino alle filiere locali del cibo, abbiamo mostrato un territorio che innova senza perdere il legame con le proprie risorse e la propria identità. Il valore dell’Incontro Michelin sta proprio in questo scambio: mettere a confronto esperienze diverse, imparare gli uni dagli altri e trasformare le buone pratiche locali in patrimonio condiviso”.

Energia, dall’industria alle comunità energetiche

Il percorso dedicato all’energia ha permesso alle delegazioni di osservare da vicino esperienze diverse ma accomunate dalla ricerca di maggiore efficienza e sostenibilità. La prima tappa è stata allo stabilimento Michelin di Ronchi, dove i partecipanti hanno conosciuto il sito produttivo e i principali passaggi del processo industriale, con particolare attenzione all’utilizzo dell’energia e alle soluzioni di ottimizzazione energetica. La visita è stata affiancata da un approfondimento sulla Centrale di trigenerazione Edison Next, per mostrare concretamente come soluzioni innovative possano integrarsi con le esigenze di un grande sito produttivo.

Mercoledì il gruppo ha raggiunto Vernante, dove Edison Next ha illustrato il funzionamento della centrale di teleriscaldamento alimentata a biomassa legnosa da filiera corta, in una mattinata sul tema “Transizione energetica: strategie, modelli, buone pratiche”. Nel workshop che ha fatto seguito alla visita, il confronto si è spostato dal sistema industriale a quello delle comunità, con l’esperienza della biomassa legnosa presentata da Uncem, la Comunità energetica del Comune di Cuneo e gli studi del Politecnico di Torino sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e dalle acque.

Un confronto arricchito dalle esperienze internazionali delle delegazioni presenti, prima della visita conclusiva alla centrale idroelettrica Enel Green Power “Einaudi” a Entracque nota per essere interamente scavata nella montagna, che ha consentito di approfondire il tema delle tecnologie pulite e della circolarità, anche attraverso un percorso all’interno della centrale a bordo di un trenino elettrico.

Durante la visita, condotta sia dal capo centrale Enel Green Power che dalla cooperativa “Alpi del Mare”, si è potuto apprezzare le dimensioni dell’impianto che, con la sua potenza di 1.200 MW è oggi il maggiore in Italia e uno dei più grandi in Europa.

Acqua, dall’irrigazione al monitoraggio dei cambiamenti climatici

Per il gruppo dedicato all’acqua il percorso è partito dall’agricoltura, affrontando il tema dell’irrigazione come elemento fondamentale per la conservazione delle produzioni tipiche del Cuneese. In Sala Vinay a Cuneo, docenti e ricercatori dell’Università e del Politecnico di Torino hanno illustrato l’evoluzione dei sistemi irrigui, dalla gestione consortile e dal monitoraggio dei flussi idrici fino alle nuove forme di organizzazione dei Consorzi irrigui e alla cosiddetta Precision Irrigation, metodo agricolo che fornisce alle piante la quantità esatta di acqua di cui hanno bisogno.

Il confronto teorico ha trovato immediatamente una dimensione concreta sul territorio, con la visita al lago di Beinette e alle opere di captazione del Consorzio del Pesio, per conoscere le origini dell’acqua utilizzata per l’irrigazione e il progetto Interreg per il rimpinguamento della falda. A Pogliola è stata quindi approfondita la storia del sistema irriguo e, attraverso la visita all’Azienda Filippi, sono state presentate alcune possibili alternative ai tradizionali sistemi a scorrimento.

Il secondo giorno il tema dell’acqua è stato affrontato nella dimensione urbana e ambientale alla Casa del Fiume del Parco fluviale Gesso e Stura, a Cuneo. Qui le delegazioni hanno conosciuto i progetti Alcotra ACLIMO, SE.TE, ECOTERR e G.A.G., realizzati attraverso la collaborazione tra partner italiani e francesi, e hanno partecipato alla presentazione di “Invisible Water and Public Awareness”, promosso dalla Città di Clermont-Ferrand.

Il percorso è proseguito con la visita alla mostra interattiva Change, all’apiario didattico e all’orto resistente e si è concluso alle Grotte di Bossea, dove il Politecnico di Torino ha presentato il laboratorio ipogeo dedicato al monitoraggio dei cambiamenti climatici. La visita e il workshop finale hanno portato il confronto anche sul tema del riutilizzo delle acque meteoriche per città più sostenibili ed efficienti, con il contributo di studenti e rappresentanti delle università internazionali.

Cibo, dalla ricerca alle filiere locali

Il terzo itinerario ha mostrato la sostenibilità della filiera agroalimentare.

Alla Fondazione Agrion di Manta, il gruppo ha incontrato ricercatori e imprese per conoscere alcune delle tecnologie sviluppate e applicate alle produzioni agroalimentari. Dai sensori indossabili per le piante per la Climate-Smart Agriculture al monitoraggio e rilievo dei frutteti attraverso tecniche geomatiche, dall’innovazione di processo e di prodotto ai finanziamenti per la ricerca, il confronto ha permesso di mettere in evidenza il ruolo dell’innovazione nella costruzione di sistemi alimentari più efficienti e sostenibili. Non sono mancate le esperienze concrete delle imprese: Nexo Agrifood Hub con i finanziamenti per ricerca e innovazione; Venchi, con l’innovazione nel comparto della cioccolata; Fattorie Fiandino, con l’utilizzo del caglio vegetale; Valverbe, con l’essiccazione a bassa temperatura delle erbe officinali; e Maina Panettoni, con legame tra lievito madre, tradizione e innovazione nei prodotti da ricorrenza.

Il secondo giorno il percorso ha portato le delegazioni nel mondo della castanicoltura, con la visita al Centro Regionale di Castanicoltura di Chiusa di Pesio, tra biodiversità, ricerca e vivaistica, e quindi all’azienda Agrimontana, a Borgo San Dalmazzo, dove è stata approfondita la valorizzazione della castagna e della frutta attraverso tecnologie innovative e prodotti come marrons glacés e confetture.

La conclusione del percorso ha unito territorio, cultura e filiere locali, con la salita alla cupola del Santuario di Vicoforte e il successivo trasferimento a Mondovì, dove le delegazioni hanno visitato il Bosco della Nova, nell’ambito del percorso dedicato alle filiere corte e alle politiche locali del cibo.

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