Written by Confagricoltura Cuneo

Crisi latte: “Il prezzo resta ai minimi storici, nonostante il mercato sia in ripresa”

“Sul prezzo del latte continua a mancare un confronto serio e produttivo con la parte industriale che non è interessata ad ascoltare le richieste degli allevatori. A questa situazione, che si protrae ormai da tempo, si aggiunge l’anomalia che sta caratterizzando il mercato, con un prezzo del latte alla stalla che ad agosto è arrivato ai minimi storici nonostante il mercato stesso risulti in netta ripresa, visto che sono in crescita anche le quotazioni e i consumi dei formaggi. E mentre in altre parti d’Italia questa ripresa viene riconosciuta in parte anche ai produttori, qui in Piemonte i prezzi restano fermi. Ai produttori mancano diversi centesimi al litro e, se la situazione non cambia, siamo pronti nuovamente a scendere in campo”. Giampiero Degiovanni, presidente della sezione Lattiero casearia di Confagricoltura Cuneo mette in evidenza questo paradossale fenomeno che sta caratterizzando il settore, con gli allevatori ancora alle prese con una crisi profonda.
“Manca un prezzo definito – aggiunge Degiovanni – e questo non fa bene agli allevatori, ma anche al comparto latte in generale. Il sistema di pagamento si fonda su quel che decide l’azienda a cui gli allevatori conferiscono il latte. Si segue la cartella del grasso e proteine che in ogni azienda ovviamente è variabile, ragion per cui è impossibile avere un prezzo fisso. Un sistema così non può funzionare e il mercato resta in mano agli industriali. E pensare che anche le quotazioni del latte venduto spot sono in risalita, come dire che il mercato non è così catastrofico come vogliono farci credere. C’è del margine e ci va riconosciuto. Le nostre aziende non possono continuare a produrre in perdita e permettersi di non coprire nemmeno i costi di produzione”.
Nel frattempo il 21 settembre scade il primo termine per presentare la domanda di accesso ai contributi concessi dall’Unione europea per la riduzione temporanea delle consegne di latte. Tale riduzione deve essere realizzata da ogni singolo produttore aderente, nell’arco di un trimestre in rapporto alla produzione realizzata nello stesso periodo dell’anno precedente. Un recente circolare di Agea precisa che “l’aiuto riguarda un volume totale di riduzione di consegna latte vaccino corrispondente a 150milioni di euro” e il finanziamento, concesso su specifica richiesta degli allevatori interessati, “è fissato a 14 euro/100 kg di latte per il volume di corrispondente alla differenza tra il latte consegnato nel periodo di riferimento precedente e quello consegnato nel periodo di riduzione”. Chi presenterà domanda entro il 21 settembre prossimo chiederà un aiuto per il periodo di riduzione ottobre, novembre e dicembre 2016. Altre tre scadenze, fissate il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre, sono relative ai trimestri successivi fino a marzo 2017.

Archivio immagini di Confagricoltura Cuneo

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Crisi latte: “Il prezzo resta ai minimi storici, nonostante il mercato sia in ripresa”

“Sul prezzo del latte continua a mancare un confronto serio e produttivo con la parte industriale che non è interessata ad ascoltare le richieste degli allevatori. A questa situazione, che si protrae ormai da tempo, si aggiunge l’anomalia che sta caratterizzando il mercato, con un prezzo del latte alla stalla che ad agosto è arrivato ai minimi storici nonostante il mercato stesso risulti in netta ripresa, visto che sono in crescita anche le quotazioni e i consumi dei formaggi. E mentre in altre parti d’Italia questa ripresa viene riconosciuta in parte anche ai produttori, qui in Piemonte i prezzi restano fermi. Ai produttori mancano diversi centesimi al litro e, se la situazione non cambia, siamo pronti nuovamente a scendere in campo”. Giampiero Degiovanni, presidente della sezione Lattiero casearia di Confagricoltura Cuneo mette in evidenza questo paradossale fenomeno che sta caratterizzando il settore, con gli allevatori ancora alle prese con una crisi profonda.
“Manca un prezzo definito – aggiunge Degiovanni – e questo non fa bene agli allevatori, ma anche al comparto latte in generale. Il sistema di pagamento si fonda su quel che decide l’azienda a cui gli allevatori conferiscono il latte. Si segue la cartella del grasso e proteine che in ogni azienda ovviamente è variabile, ragion per cui è impossibile avere un prezzo fisso. Un sistema così non può funzionare e il mercato resta in mano agli industriali. E pensare che anche le quotazioni del latte venduto spot sono in risalita, come dire che il mercato non è così catastrofico come vogliono farci credere. C’è del margine e ci va riconosciuto. Le nostre aziende non possono continuare a produrre in perdita e permettersi di non coprire nemmeno i costi di produzione”.
Nel frattempo il 21 settembre scade il primo termine per presentare la domanda di accesso ai contributi concessi dall’Unione europea per la riduzione temporanea delle consegne di latte. Tale riduzione deve essere realizzata da ogni singolo produttore aderente, nell’arco di un trimestre in rapporto alla produzione realizzata nello stesso periodo dell’anno precedente. Un recente circolare di Agea precisa che “l’aiuto riguarda un volume totale di riduzione di consegna latte vaccino corrispondente a 150milioni di euro” e il finanziamento, concesso su specifica richiesta degli allevatori interessati, “è fissato a 14 euro/100 kg di latte per il volume di corrispondente alla differenza tra il latte consegnato nel periodo di riferimento precedente e quello consegnato nel periodo di riduzione”. Chi presenterà domanda entro il 21 settembre prossimo chiederà un aiuto per il periodo di riduzione ottobre, novembre e dicembre 2016. Altre tre scadenze, fissate il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre, sono relative ai trimestri successivi fino a marzo 2017.

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