Written by Confagricoltura Cuneo

L’allestimento delle domande Pac in forma grafica non funziona, serve la proroga

“Il 15 maggio scadrà il tempo per la presentazione della domanda di aiuto della Pac, ma il rischio di non centrare l’obiettivo sta diventando sempre più concreto a causa di gravi problemi di natura informatica già ampiamente segnalati. C’è forte preoccupazione soprattutto negli operatori dei Centri di assistenza agricola (Caa) che non riescono a portare a buon fine gli impegni assunti nei confronti dei tantissimi agricoltori che ogni giorno si rivolgono a noi per la compilazione delle domande. Per questo è necessaria una proroga del termine fissato al 15 maggio”. A lanciare l’allarme Confagricoltura che evidenzia il grave disagio che stanno vivendo i tecnici del Caa, impossibilitati a redigere le domande di aiuto della Pac a causa della nuova ‘modalità grafica’ richiesta per l’allestimento.
“Le aziende ci stanno manifestando a più riprese tutto il loro disagio – fa notare il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio -. C’è un malcontento generale che rischia di sfociare in una protesta di massa. Non possiamo più prenderle in giro e gravarle di ulteriori incombenze burocratiche. Le aziende né si muovono né si moltiplicano. Le scelte che prende la pubblica amministrazione sono troppo distanti dalla realtà e dalle effettive necessità di chi lavora nei campi. Ora basta!”.
Questa nuova forma di domanda prevede che per ogni azienda venga individuato con precisione non più solo la superficie di ogni cultura, ma la sua localizzazione sul territorio, tracciando graficamente i limiti. Ma senza istruzioni certe da parte della Pubblica amministrazione, si stanno complicando notevolmente le cose, a discapito solo degli agricoltori: “C’è il serio rischio di dover convocare più volte le aziende per cercare di evitare errori – aggiunge Abellonio -. In attesa che la Regione e Arpea, a cui abbiamo inviato una lettera sottoscritta anche dalla Cia, risolvano i problemi, chiediamo che in questa fase si possano gestire le Domande Uniche anche in modalità alfanumerica, per garantire alle aziende la presentazione delle loro istanze. Già alcune settimane fa avevamo manifestato questo pericolo, divenuto realtà. L’attività di aggiornamento dei fascicoli in modalità grafica continua a risultare molto difficoltosa e, in non pochi casi, addirittura impossibile. I problemi informatici segnalati sono accentuati da ritardi ingiustificati da parte dell’amministrazione pubblica che non ha ancora rilasciato all’organismo pagatore del Piemonte (Arpea) i software di aggiornamento e di modifica del sistema che viene utilizzato per preparare le domande. Visti questi gravi problemi, la domanda che ci sorge spontanea è una sola – conclude Abellonio -: a cosa serviva questo ulteriore e inutile fardello burocratico?”.

Archivio immagini di Confagricoltura Cuneo

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L’allestimento delle domande Pac in forma grafica non funziona, serve la proroga

“Il 15 maggio scadrà il tempo per la presentazione della domanda di aiuto della Pac, ma il rischio di non centrare l’obiettivo sta diventando sempre più concreto a causa di gravi problemi di natura informatica già ampiamente segnalati. C’è forte preoccupazione soprattutto negli operatori dei Centri di assistenza agricola (Caa) che non riescono a portare a buon fine gli impegni assunti nei confronti dei tantissimi agricoltori che ogni giorno si rivolgono a noi per la compilazione delle domande. Per questo è necessaria una proroga del termine fissato al 15 maggio”. A lanciare l’allarme Confagricoltura che evidenzia il grave disagio che stanno vivendo i tecnici del Caa, impossibilitati a redigere le domande di aiuto della Pac a causa della nuova ‘modalità grafica’ richiesta per l’allestimento.
“Le aziende ci stanno manifestando a più riprese tutto il loro disagio – fa notare il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio -. C’è un malcontento generale che rischia di sfociare in una protesta di massa. Non possiamo più prenderle in giro e gravarle di ulteriori incombenze burocratiche. Le aziende né si muovono né si moltiplicano. Le scelte che prende la pubblica amministrazione sono troppo distanti dalla realtà e dalle effettive necessità di chi lavora nei campi. Ora basta!”.
Questa nuova forma di domanda prevede che per ogni azienda venga individuato con precisione non più solo la superficie di ogni cultura, ma la sua localizzazione sul territorio, tracciando graficamente i limiti. Ma senza istruzioni certe da parte della Pubblica amministrazione, si stanno complicando notevolmente le cose, a discapito solo degli agricoltori: “C’è il serio rischio di dover convocare più volte le aziende per cercare di evitare errori – aggiunge Abellonio -. In attesa che la Regione e Arpea, a cui abbiamo inviato una lettera sottoscritta anche dalla Cia, risolvano i problemi, chiediamo che in questa fase si possano gestire le Domande Uniche anche in modalità alfanumerica, per garantire alle aziende la presentazione delle loro istanze. Già alcune settimane fa avevamo manifestato questo pericolo, divenuto realtà. L’attività di aggiornamento dei fascicoli in modalità grafica continua a risultare molto difficoltosa e, in non pochi casi, addirittura impossibile. I problemi informatici segnalati sono accentuati da ritardi ingiustificati da parte dell’amministrazione pubblica che non ha ancora rilasciato all’organismo pagatore del Piemonte (Arpea) i software di aggiornamento e di modifica del sistema che viene utilizzato per preparare le domande. Visti questi gravi problemi, la domanda che ci sorge spontanea è una sola – conclude Abellonio -: a cosa serviva questo ulteriore e inutile fardello burocratico?”.

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