È entrata nel vivo in queste settimane la raccolta delle pesche in provincia di Cuneo, con un anticipo di circa quindici giorni rispetto al calendario abituale. A determinarlo sono state essenzialmente le temperature elevate dell’ultimo periodo, che hanno accelerato la maturazione dei frutti su tutto il territorio. A fare il punto sulla raccolta è Marco Bruna, segretario di zona Saluzzo e Savigliano di Confagricoltura Cuneo. “Le alte temperature, accompagnate da una puntale attività di irrigazione da parte delle aziende, hanno accelerato la maturazione dei frutti, generando in qualche caso la concentrazione di prodotto anche di varietà diversa in un arco di tempo ristretto, con il rischio che sul mercato si trovi a coesistere, nello stesso periodo, prodotto di tipologia diversa. Una concomitanza che potrebbe rendere più complessa la gestione dell’offerta e che richiede attenzione e capacità di adattamento da parte di tutta la filiera”.
Nonostante le temperature elevate, tuttavia, la qualità del prodotto non ne ha risentito. Al contrario, grazie a una gestione irrigua di precisione, le aziende del comparto non hanno per il momento riscontrato problemi legati al caldo. “La disponibilità d’acqua, gestita in modo puntuale ed efficiente, ha permesso di accompagnare correttamente la maturazione dei frutti, evitando stress idrico e cali qualitativi, favorendo una produzione che si colloca su buoni livelli quantitativi e con caratteristiche organolettiche eccellenti: pesche dal grado zuccherino elevato e dalla maturazione omogenea”, dichiara Graziano Giacosa, vicepresidente di Confagricoltura Cuneo.
Sul fronte commerciale, invece, essendo nella prima fase della campagna, è ancora difficile formulare previsioni attendibili sull’andamento dei prezzi. Ciò che appare certo però, avverte Confagricoltura Cuneo, è il forte aumento dei costi di produzione sostenuti dalle aziende: dall’energia ai fertilizzanti, dalla manodopera, al gasolio agricolo e all’irrigazione, tutte le principali voci di spesa a carico delle imprese del settore sono lievitate in modo significativo, incidendo pesantemente sui margini delle aziende frutticole.
“Proprio per questo, auspichiamo che il mercato sappia riconoscere il valore del prodotto con quotazioni adeguate per i produttori – conclude Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo –. A fronte di costi di produzione in forte crescita, è fondamentale che i prezzi siano all’altezza della qualità che le nostre aziende sanno produrre. Continueremo a monitorare l’andamento della campagna, seguendo da vicino le prossime fasi di raccolta e commercializzazione, con l’obiettivo di tutelare il reddito delle imprese agricole del territorio”.
In provincia di Cuneo il comparto frutticolo conta oltre 4.500 aziende, per una superficie complessiva di 14.000 ettari, 2.400 di questi coltivati a pesche e nettarine (3.000 in Piemonte), un dato di molto inferiore rispetto una decina di anni fa.



























































