Written by Cnos-Fap

Confronto aperto tra terzo settore e istituzioni su creazione di lavoro in chiave generativa e nuovo welfare a partire dall’esperienza carceraria

 

Lo scorso 24 novembre a Fossano il CNOS-FAP, Centro di formazione professionale salesiana della provincia di Cuneo, ha promosso “Facciamo presto”, una intensa giornata di confronto sulla creazione del nuovo welfare tra operatori del terzo settore e rappresentanti della politica, delle istituzioni, degli enti locali e dell’amministrazione carceraria. L’evento è stato organnizato in collaborazione con Fondazione CRC, Fondazione CRF, Compagnia di San Paolo, Diocesi di Fossano, Caritas Diocesana di Fossano, Culturadalbasso, Fondazione Noialtri, Cooperativa sociale P.G. Frassati, Orti del Casalito, Casa di Reclusione di Fossano, Comune di Fossano, Il Ramo cooperativa sociale e Monviso Solidale.
Proprio Fossano, infatti, una delle poche città ad ospitare il carcere “dentro le mura”, negli ultimi anni è stata teatro di importanti esperimenti di innovazione sociale che intersecano i temi del fine pena, dell’agricoltura sociale e del welfare: “Officina del possibile”, “Manuattenzioni”, “Cascina Pensolato”, “Museo Diocesano Social Club”, sono progetti mirati all’inserimento di persone svantaggiate in attività di pubblica utilità, la cui ideazione e messa in opera è stata possibile grazie al forte senso di comunità che a Fossano permea le diverse componenti sociali, dall’amministrazione agli operatori, fino a coinvolgere la società civile.
La palestra del CNOSF-FAP di via Verdi, che ha ospitato l’iniziativa, è essa stessa testimonianza di questo processo virtuoso: la sua riqualificazione, infatti, ha visto l’impiego di detenuti ed ex detenuti nell’ambito delle attività di reinserimento lavorativo del progetto “Manuattenzioni”, di cui il CNOS-FAP è capofila. La giornata non si è limitata ad un semplice bilancio dei progetti, ma ad un loro rilancio, per valorizzarli con funzione generativa verso il futuro. È stata richiamata con forza la necessità per tutti i soggetti coinvolti di elevare il proprio punto di vista e ampliare lo sguardo verso nuove contaminazioni. In coerenza con tali premesse, il dibattito dalla questione del fine pena e dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate si è ampliato a comprendere i temi del cambiamento in corso dei modelli produttivi, le conseguenti emergenze sociali che vanno profilandosi in un futuro ormai prossimo, le modifiche normative necessarie affinché il terzo settore possa intervenire, il passaggio da un modello di welfare di tipo distributivo ad uno generativo.
Ampia e rappresentativa Hanno partecipato al confronto con gli operatori: Laura Bottero (direttrice U.E.P.E. Cuneo), Bruno Mellano (garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà), Domenico Arena (dirigente U.E.P.E. Torino, competente per le regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta), Delia Revelli (presidente Federazione regionale e provinciale Coldiretti Cuneo), don Flavio Luciano (direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro), Cristina Ballario (assessore alle Politiche del Lavoro e dell’Agricoltura a Fossano), Gianpiero Piola (presidente del Consorzio Monviso Solidale), Andrea Silvestri (direttore generale Fondazione CRC), Gianfranco Mondino (Presidente Fondazione CRF), Liberato Guerriero (Provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta). Il dibattito si è concluso con gli interventi di Chiara Gribaudo (vicepresidente gruppo Pd Camera, responsabile lavoro) e Mino Taricco (gruppo Pd Camera e Vicepresidente della Commissione bicamerale per la semplificazione).

Archivio immagini di Cnos-Fap

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Confronto aperto tra terzo settore e istituzioni su creazione di lavoro in chiave generativa e nuovo welfare a partire dall’esperienza carceraria

 

Lo scorso 24 novembre a Fossano il CNOS-FAP, Centro di formazione professionale salesiana della provincia di Cuneo, ha promosso “Facciamo presto”, una intensa giornata di confronto sulla creazione del nuovo welfare tra operatori del terzo settore e rappresentanti della politica, delle istituzioni, degli enti locali e dell’amministrazione carceraria. L’evento è stato organnizato in collaborazione con Fondazione CRC, Fondazione CRF, Compagnia di San Paolo, Diocesi di Fossano, Caritas Diocesana di Fossano, Culturadalbasso, Fondazione Noialtri, Cooperativa sociale P.G. Frassati, Orti del Casalito, Casa di Reclusione di Fossano, Comune di Fossano, Il Ramo cooperativa sociale e Monviso Solidale.
Proprio Fossano, infatti, una delle poche città ad ospitare il carcere “dentro le mura”, negli ultimi anni è stata teatro di importanti esperimenti di innovazione sociale che intersecano i temi del fine pena, dell’agricoltura sociale e del welfare: “Officina del possibile”, “Manuattenzioni”, “Cascina Pensolato”, “Museo Diocesano Social Club”, sono progetti mirati all’inserimento di persone svantaggiate in attività di pubblica utilità, la cui ideazione e messa in opera è stata possibile grazie al forte senso di comunità che a Fossano permea le diverse componenti sociali, dall’amministrazione agli operatori, fino a coinvolgere la società civile.
La palestra del CNOSF-FAP di via Verdi, che ha ospitato l’iniziativa, è essa stessa testimonianza di questo processo virtuoso: la sua riqualificazione, infatti, ha visto l’impiego di detenuti ed ex detenuti nell’ambito delle attività di reinserimento lavorativo del progetto “Manuattenzioni”, di cui il CNOS-FAP è capofila. La giornata non si è limitata ad un semplice bilancio dei progetti, ma ad un loro rilancio, per valorizzarli con funzione generativa verso il futuro. È stata richiamata con forza la necessità per tutti i soggetti coinvolti di elevare il proprio punto di vista e ampliare lo sguardo verso nuove contaminazioni. In coerenza con tali premesse, il dibattito dalla questione del fine pena e dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate si è ampliato a comprendere i temi del cambiamento in corso dei modelli produttivi, le conseguenti emergenze sociali che vanno profilandosi in un futuro ormai prossimo, le modifiche normative necessarie affinché il terzo settore possa intervenire, il passaggio da un modello di welfare di tipo distributivo ad uno generativo.
Ampia e rappresentativa Hanno partecipato al confronto con gli operatori: Laura Bottero (direttrice U.E.P.E. Cuneo), Bruno Mellano (garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà), Domenico Arena (dirigente U.E.P.E. Torino, competente per le regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta), Delia Revelli (presidente Federazione regionale e provinciale Coldiretti Cuneo), don Flavio Luciano (direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro), Cristina Ballario (assessore alle Politiche del Lavoro e dell’Agricoltura a Fossano), Gianpiero Piola (presidente del Consorzio Monviso Solidale), Andrea Silvestri (direttore generale Fondazione CRC), Gianfranco Mondino (Presidente Fondazione CRF), Liberato Guerriero (Provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta). Il dibattito si è concluso con gli interventi di Chiara Gribaudo (vicepresidente gruppo Pd Camera, responsabile lavoro) e Mino Taricco (gruppo Pd Camera e Vicepresidente della Commissione bicamerale per la semplificazione).

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